ArcheoFoss2012_WebGIS_SITAR

ArcheoFoss2012_WebGIS_SITAR

Il Progetto SITAR finalizzato alla realizzazione del Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma, è stato avviato nel 2007 ad opera della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, istituzione statale preposta alla tutela, salvaguardia ed alla valorizzazione del denso patrimonio archeologico dell’Urbs per antonomasia. Il SITAR rappresenta per questo Istituto una sfida istituzionale e tecnologica importante: coniugare un sistema informativo ancora in costruzione ed in evoluzione, con la gestione pressante di moli considerevoli ed eterogenee di dati relativi all’immenso, prezioso contesto storico e metropolitano della Capitale, sempre in rapida e frenetica evoluzione [1]. Il Progetto SITAR si inquadra, oramai da tre anni, nel più ampio contesto istituzionale e tecnologico del costituendo Sistema Informativo Territoriale Archeologico Nazionale, progetto varato nel 2008 dal MiBAC con l’obiettivo primario di stabilire un “minimo comun divisore” per mettere in relazione sistemi informativi archeologici differenti per finalità e impostazione, e orientato dalle attività delle due Commissioni paritetiche Ministero – Università su SIT/IDT e sull’Archeologia preventiva, ai cui lavori la Soprintendenza archeologica di Roma ha partecipato attivamente [2]. Con tali presupposti, anche grazie ad alcune specifiche collaborazioni istituzionali con altre Soprintendenze archeologiche italiane, il Progetto SITAR si pone come una prima esperienza pilota nella costruzione allargata e condivisa di un SIT archeologico di un territorio metropolitano, nel caso proprio quello della Capitale e, con maggiori ambizioni, nella realizzazione di un’IDT pubblica compartecipata con la Regione Lazio, il Comune di Roma e il Comune di Fiumicino, l’Archivio di Stato di Roma, alcuni Dipartimenti universitari dell’Università “Sapienza” e della III Università di Roma. Come già esplicitato in dettaglio in altre sedi, l’architettura informativa del sistema consta di quattro livelli logici ed informativi generali, necessari alla costruzione di un Catasto dinamico delle informazioni scientifiche e amministrative. Altri livelli tuttora in corso di progettazione riguardano il “potenziale archeologico”, ovvero la determinazione di coefficienti che permettano di attribuire ad ogni singola area territoriale un grado di rischio predittivo delle possibili interferenze tra le presenze storico-archeologiche e le nuove espansioni urbanistiche, oltreché di evidenziare alcuni elementi di valutazione indiretta in ordine alla ricostruzione progressiva dei paesaggi antichi [3]. La logica procedurale fondante del SITAR è articolata, dunque, in quattro momenti consecutivi che rispondono anche ad esigenze trasversali tra differenti settori operativi dell’Istituto, e che coincidono con i quattro livelli informativi seguenti (tra parentesi gli acronimi convenzionali definiti nel SITAR): 1. le Origini dell’Informazione (OI), gli identificatori univoci di tutti i contesti amministrativi e scientifici entro i quali continuano ad essere generati, giorno dopo giorno, i nuovi elementi parziali o complessivi della conoscenza archeologica e topografica della Città antica; 2. le Partizioni Archeologiche\analitiche (PA), i veri e propri rinvenimenti materiali di carattere storico-archeologico e geologico, ma anche le prime ipotesi ricostruttive (quelle parziali) basate su di essi; ciascuna partizione archeologica (o analitica) scaturisce da una singola origine informativa e ne rappresenta una parte specifica del contenuto conoscitivo di valore scientifico, pur trattandosi a volte di entità oggettive solo frammentarie e spesso disallineate rispetto a quelle già note e a quelle che verrano scoperte in seguito; le partizioni analitiche vengono identificate e distinte sempre secondo criteri inscindibili di coerenza cronologica e funzionale; 3. le Unità Archeologiche (UA), gli aggregati logici che derivano dal processo di correlazione interpretativa delle diverse PA che, una volta analizzate nell’ambito di uno specifico contesto e sempre secondo criteri inscindibili di coerenza cronologica e funzionale, conducono all’identificazione ed alla definizione univoca degli insiemi storico-topografici che hanno costituito i tessuti insediamentali storici della Città e del suo territorio; 4. i Dispositivi di Tutela archeologica, monumentale e paesaggistica (DT), che rappresentano l’esito intermedio tra l’azione di salvaguardia immediata e puntuale, nel più dei casi, del patrimonio antico e la più ampia progettazione della valorizzazione del territorio urbano e extraurbano, condivisa tra gli Enti ed i soggetti istituzionalmente preposti, quali il Ministero BB.AA.CC., la Regione, la Provincia, i Comuni, le Associazioni, i Cittadini. Questi livelli primari corrispondono nell’architettura informativa del SITAR ad altrettanti archivi digitali ben strutturati e tutti provvisti della corrispondente dimensione spaziale, espressa nella mappatura cartografica delle diverse classi di entità. La modalità web mediante la quale viene supportata la logica operativa e procedurale appena sintetizzata, costituisce per il SITAR un carattere tecnico ed infrastrutturale fondamentale ed essa intende rappresentare l’opportuna garanzia della trasmissione dei dati e delle informazioni del Sistema. Pertanto, è sulla Rete, tanto interna quanto esterna, che si è scelto fin dall’inizio di strutturare i flussi di lavoro e gli strumenti operativi del SITAR in costante sviluppo e per tale ragione il WebGis dedicato rappresenta il punto di forza primario della dotazione strumentale del Progetto, volta con sempre maggiore decisione anche al supporto ed alla gestione degli archivi digitali della Soprintendenza archeologica romana. Il WebGis si sta trasformando, inoltre, da set di strumenti e funzioni di pubblicazione dei dati e delle rielaborazioni operate su di essi, a vero e proprio portale cartografico del Progetto SITAR, integrando progressivamente in sé sia le attività di data-entry e di gestione dei dati di base (back-end), sia gli aspetti di comunicazione e di disseminazione dei contenuti culturali da questi derivati. Lo sviluppo corrente del WebGIS SITAR si sta focalizzando, difatti, sull’integrazione effettiva tra alcuni tools tipicamente GIS-oriented e molte delle caratteristiche proprie di un web site istituzionale pubblico, basandosi sulle tecnologie web e open-source correntemente in uso e tenendo sempre in primo piano l’impegno verso la semplificazione e l’ergonomia delle interfacce utente. Difatti, l’approccio user-friendly ed il processo di graduale familiarizzazione degli Utenti con gli strumenti web del SITAR è costantemente presente tra gli obiettivi primari dello sviluppo tecnologico delle sue componenti operative, in modo tale che il sistema si possa evolvere anche tenendo conto di tutti gli orientamenti che connotano le diverse anime del progetto e le diverse Utenze che coincidono con i diversi ambiti operativi dell’Istituto. In particolare, l’orientamento primario è quello rivolto ad una pubblicazione dinamica dei dati di base che sia in grado di valorizzare l’intera “catena informativa” che va da ciascuna Origine dell’Informazione, passando per le numerose Partizioni Archeologiche, fino all’identificazione di Unità Archeologiche più o meno semanticamente mature, procedendo in parallelo alla consultazione degli strumenti giuridici di salvaguardia e Tutela specifica di aree, complessi e singoli monumenti archeologici. Per conseguire dei risultati ottimali in termini di ergonomia e di prestazioni tecniche dell’ambiente operativo WebGIS, è stata attuata una specifica fase di analisi delle esigenze necessarie ai diversi Utenti. Di qui, ne discende lo sviluppo software che è tutt’ora in corso di attuazione e che in breve condurrà alla definizione delle caratteristiche funzionali delle seguenti aree funzionali principali: 1) la pubblicazione dei dati primari in forma di listing dinamici, di forms anagrafici e di reports dedicati ai singoli oggetti logici del SITAR ed alle loro correlazioni immediate, basate sulle relazioni logiche predefinite nel modello dati; 2) la prima analisi approfondita e la tematizzazione dinamica delle classi di entità, al fine della costruzione di nuovi oggetti a partire dai livelli primari (ad es.: identificazione delle UA a partire dalla tematizzazione analitica delle PA; individuazione di nuove aree di Tutela territoriale a partire dall’analisi delle presenze archeologiche e monumentali e dal riesame dei Dispositivi giuridici pregressi; etc.); 3) lo sviluppo di un ambiente operativo specificamente dedicato alla gestione dei Dispositivi di Tutela territoriale; 4) l’editing web-based delle classi di entità e dei relativi oggetti geo-spaziali e attributi descrittivi specifici, direttamente all’interno del browser dell’Utente; 5) l’implementazione di un modulo gestionale dedicato alle entità logiche ed agli allegati digitali pertinenti alla documentazione dello scavo archeologico stratigrafico. Un approccio che da esito a soluzioni particolarmente funzionali, è la c.d. Collection, ovvero un sistema avanzato di gestione e pubblicazione dei dati, facilmente personalizzabile ed adattabile a ciascun oggetto del modello dati, particolarmente utile nell’estrazione di informazioni anagrafiche, liste di dati, statistiche strutturate, diagrammi di diverse tipologie, implementazione ed integrazione di viste tridimensionali e/o pictometriche quali Virtual Earth, Google Street View, etc. [4]. Dal punto di vista dell’utente, si tratta di una serie di finestre di dialogo personalizzabili nelle quali è possibile pubblicare anche differenti set di dati tra loro correlati, dal momento che tecnicamente la Collection è in grado di recuperare infromazioni di qualsiasi tipologia e formato dal geodatabase SITAR, formattandoli secondo numerosi schemi tipici come liste e tabelle, immagini ed elenchi di immagini, link a documenti di qualsiasi natura e link a database anche esterni al sistema (via Intranet o via web), tra i quali risultano particolarmente utili i collegamenti dinamici al servizio Virtual Earth di Bing (Microsoft). Nel nuovo WebGIS SITAR vengono implementate tre tipologie di Collection: Collection Base, Collection Avanzata e Collection Personalizzata. Alcuni esempi di Collection Base che pubblicano informazioni di primo livello (rispetto a ciascun oggetto del geo-database SITAR), sono la scheda anagrafica dell’Origine dell’Informazione, la vista aerea assonometrica (pictometries 3D) degli areali delle OI, dei sedimi delle Partizioni Archeologiche, o ancora la scheda anagrafica di un Dispositivo di Tutela, la relativa definizione dimensionale in cartografia, o l’estratto di mappa di un’area sottoposta a vincoli giuridici. Le Collections Avanzate sono ad esempio la scheda anagrafica del Dispositivo giuridico, integrata con i dati catastali degli immobili da esso vincolati e degli intestari degli stessi all’atto dell’emissione del DT; oppure, il raffronto tra l’elenco degli immobili catastali citati in un Dispositivo di Tutela, pertanto ad esso soggetti a far data dall’emissione dello stesso, e l’elenco attuale degli immobili che ricadono entro lo stesso areale complessivo di Tutela; in questa Collection, pertanto, vengono pubblicati dati di primo livello (informazioni anagrafiche e descrittive del Dispositivo di tutela) insieme ad informazioni di secondo livello, ovvero estratte dal sistema in base al dataset informativo geografico di livello inferiore (dati catastali storici e/o attuali, dati anagrafici di persone fisiche e giuridiche, etc.). Infine, le Collections Personalizzate sono strumenti di pubblicazione dedicati a particolari ricerche e analisi basate soprattutto sulla tematizzazione dinamica dei dati primari, e sulla loro interazione mirata; l’Utente può effettuare differenti percorsi di analisi e salvarli a proprio piacere in specifiche configurazioni ed ipotesi di lavoro, da archiviare per ogni successivo utilizzo personale o condiviso con altri Utenti. In tal senso, le Collections Personalizzate si presentano quali definizioni più articolate e specialistiche rispetto alle Collections Avanzate. Un altro strumento utile ad aumentare l’ergonomia del WebGIS è il c.d. Intellipick, ovvero una funzione altrettanto facilmente personalizzabile, che permette di estrarre informazioni, produrre ricerche e creare tematismi direttamente dalla selezione delle features geo-spaziali sulla mappa. Questo strumento operativo consiste, in sostanza, di specifici menù contestuali che filtrano sempre per l’Utente solo le procedure attivabili rispetto a ciascuna specifica classe di entità e/o oggetto selezionato sulla mappa. Un’applicazione tipica dell’Intellipick, basata nel caso sulla selezione di una particella catastale, è rappresentata dall’attivazione di un menù contestuale contenente, ad esempio, solo il link alla corrispondente visura e all’estratto di mappa, l’elenco interattivo delle Unità Archeologiche che eventualmente insistano nell’area dell’immobile catastale selezionato, e/o delle Partizioni Archeologiche in esso ricomprese, o, ancora, la lista dei Dispositivi di Tutela che nel tempo hanno interessato la particella catastale. L’Intellipick può richiamare per ogni elemento selezionato a video anche tutte le eventuali ricerche ed analisi salvate dall’Utente e basate su Collections personalizzate, replicabili con un semplice click del mouse. L’altra area funzionale che si sta implementando nel WebGIS SITAR è quella dedicata al tracciamento delle geometrie operato direttamente all’interno del browser web. Il modulo che inizialmente sarà implementato in via sperimentale per le Origini dell’Informazione e per i Dispositivi di Tutela, potrà consentire in un secondo momento di affrontare anche il disegno delle classi del SITAR più articolate e complesse sul piano della risoluzione grafica e del dettaglio rappresentativo, delle dimensioni spaziali, dei tipi geometrici e delle regole topologiche, che richiedono sia le Unità che le Partizioni Archeologiche. Semplici procedure utilizzabili anche da personale privo di particolari competenze in ambito CAD\GIS, permetteranno in tal modo il tracciamento e la definizione di aree 2D e 3D (OI, DT, sedimi ed elementi volumetrici per le UA e PA), e di elementi grafici lineari (grafi stradali ed infrastrutturali attuali e storici, ad es.) e puntuali (punti altimetrici di UA e PA, ad es.), memorizzati nel geodatabase SITAR. Infine, basandosi sugli sviluppi software implementati a supporto delle classi di oggetti fondanti del SITAR, verrà integrato nel sistema anche un modulo gestionale dedicato alle entità logiche ed agli allegati digitali pertinenti alla documentazione di dettaglio dello scavo archeologico stratigrafico, aprendo di fatto la strada alla completa integrazione nel WebGIS SITAR tanto delle funzionalità di data-entry e di pubblicazione dei dati, quanto dei livelli di analisi scientifica specialistica dalla scala territoriale fino a quella stratigrafica locale.

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