ArcheoFoss2012_ricostruzioni_3D _narrativita

ArcheoFoss2012_ricostruzioni_3D _narrativita

Come per girare un buon film anche per comunicare uno scavo archeologico servono sia un set che una storia. Mentre in un film la storia è il punto focale, per comunicare uno scavo viene fatto troppo spesso affidamento su inanimate ricostruzioni 3D. Queste si limitano a riproporre elementi architettonici, mancando la comunicazione del contesto archeologico nel suo complesso. Questo intervento vuole riflettere sull’utilizzo di strategie diversificate, ovvero nel combinare più mezzi per arrivare ad una comunicazione efficace. L’obiettivo è quello di far andare di pari passo narratività (la riflessione portata avanti sullo scavo) e geometria (ricostruzioni 3D) nella comunicazione. È noto che il panorama open source offre ottimi software di modellazione 3D (Blender in primis) mentre sono meno noti i software di video editing, come Open Shot Video Editor, che per funzionalità e potenza permettono di realizzare filmati semi-professionali. Una possibilità è quella di utilizzare il docudrama, genere video che cerca di fondere documentario e cinema di finzione attraverso la ricostruzione più realistica e circostanziata possibile di eventi realmente accaduti. Il docudrama permette quindi di fissare in una storia la riflessione che si è portata avanti sullo scavo mentre le ricostruzioni 3D, integrate nella timeline del video, costituiscono una ambientazione per la storia raccontata. Combinare in questo modo narratività e geometria significa anche procedere nella direzione di una comunicazione unica per le diverse categorie di pubblico interessato all’archeologia, dagli specialisti agli appassionati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.