ArcheoFoss2012_ArcheoOS1

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In questo intervento verranno presentate le caratteristiche tecniche e le novità dell’ultima release di ArcheOS. ArcheOS è l’acronimo di Archaeological Operating System, il sistema operativo GNU/Linux pensato per la ricerca archeologica e giunto ormai alla quarta release. Il sistema è sviluppato da una comunità di volontari, prevalentemente archeologi, ma con il fondamentale apporto di sistemisti ed esperti di grafica. E’ rilasciato da Arc-Team s.n.c. (http://www.arc-team.com/) sotto licenza GPL ed è scaricabile dal sito http://www.archeos.eu/. ArcheOS nasce nel 2005 con la prima versione denominata “Akhenaton” e basata su PCLinuxOS 0.92. A questa seguono altre due releases: “Sargon” nel 2007 e “Xenophon” nel 2009, entrambe basate su Kubuntu (rispettivamente 7.10 e 9.04). Nel 2011 esce, in versione alpha, l’ultima release del sistema operativo, “Caesar”, radicalmente innovata rispetto alle precedenti. Il nuovo ArcheOS si basa su Debian 6.0 Squeeze (la stable release di Debian) ed utilizza come Desktop manager Gnome (GNU Object Model Environment) al posto di KDE (K Desktop Environment) impiegato fino alla versione 3. Una delle principali novità del sistema consiste nell’implementazione di un repository dedicato (http://repos.archeos.eu/apt/) contenente i pacchetti .deb di numerosi software utili (e talvolta indispensabili) in archeologia. Nel repository, in particolare, trovano posto i pacchetti costruiti dagli sviluppatori di ArcheOS e relativi a quei programmi che non dispongono di pacchetti precompilati. Questa struttura di gestione del software permette di installare facilmente gli applicativi necessari e di mantenere il sistema aggiornato e “pulito”. L’obbiettivo primario è tuttavia quello di raggiungere una piena conformità agli standard e alle policy Debian per la gestione dei pacchetti. Queste sono particolarmente stringenti sia dal punto di vista della qualità (il pacchetto deve superare dei controlli molto severi per quanto riguarda sia la qualità del codice che l’integrazione all’interno del desktop environment, in questo caso GNOME), sia dal punto di vista della “libertà” del software: un punto d’onore di Debian come sistema operativo è quello di scoraggiare fortemente l’uso di software la cui licenza non sia completamente aderente ai principi del free software. L’uso inoltre dei repository ufficiali di Debian Squeeze, oltre a quelli dedicati di ArcheOS, offre la possibilità per ogni utente di aver sempre accesso a centinaia di migliaia di pacchetti software precompilati e semplici da installare, sempre aggiornati dal punto di vista delle funzionalità e della sicurezza. Il lavoro di sviluppo generale del sistema è gestito attraverso la piattaforma di project managment Redmine che consente di organizzare il lavoro “a più mani” dell’intera comunità di sviluppatori. La costruzione dei singoli pacchetti .deb è delegata ai singoli sviluppatori che generano i debian packages mediante procedure riconosciute e standardizzate. Oltre agli applicativi “generici” tipici di ogni sistema operativo (suite di scrittura, calcolo e disegno; web browser; lettori audio e video; etc.), all’interno di ArcheOS trovano spazio anche tutti quei software ritenuti necessari all’attività archeologica, organizzati in diverse sezioni: software di grafica raster e vettoriale (GIMP, Inkscape, etc.); tools per il disegno automatico di reperti archeologici (Stippler e Stippler GUI); software GIS (GRASS, QGIS, OpenJUMP, etc.) e CAD (QCAD, FreeCAD); suite di fotogrammetria (E-FOTO); applicativi per modellazione 3D (Blender), per Structure from Motion ed Image-Based Modelling (Bundler, PMVS, Python Photogrammetry Toolbox e PPT-GUI); strumenti per la gestione e l’editing di nuvole di punti, mesh (MeshLab) e volumi (ParaView); RDBMS per la costruzione e la gestione di database e geodatabase (PostgreSQL, PostGIS, SQLite, etc.); programmi di analisi statistica (R, LabPlot, etc.); e molto altro ancora. Per il futuro è già in progetto la versione 5 di ArcheOS, denominata “Theoderic” e basata su Debian Wheezy. Tra le novità della prossima release si segnala in particolare la predisposizione all’installazione non solo su macchine a 32bit, ma anche su macchine ad architettura AMD 64bit.

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