Pubblicati gli Atti ArcheoFOSS 2013

Sono on line gli Atti dell’VIII Workshop Free, libre and open source software e open format nei processi di ricerca archeologica, Catania 2013.

Editi a cura di Filippo Stanco e Giovanni Gallo presso la Archaeopress, sono scaricabili in Open Access dal sito della casa editrice  a questa pagina:

Free, libre and open source software e open format nei processi di ricerca archeologica: VIII Edizione Catania 2013 edited by Filippo Stanco e Giovanni Gallo. i-viii; 1-274 pages.ISBN 9781784912598.

Cover

MODA Manifesto Open Data Archeologici

È stato pubblicato già da qualche tempo il MODA, Manifesto Open Data Archeologici. Si tratta di un documento importante che ha già visto 158 adesioni, non limitate all’ambito archeologico né ai confini nazionali. È una iniziativa che ci sentiamo di condividere con chi segue ArcheoFOSS e che molti di noi hanno già sottoscritto personalmente.

Gli stesori di MODA sostengono che i dati archeologici debbano essere open, cioè liberi di essere diffusi, utilizzati, rimaneggiati perché sono dati pubblici e perciò a disposizione di tutti, senza restrizioni tecniche, disciplinari o di categoria. Quindi non una generica “archeologia open” a parole, ma ‒ come ci sembra normale ‒ un punto di vista molto concreto: vogliamo i file, le tabelle, le immagini, gli elenchi. Una follia, per chi è abituato a considerare “propri” i dati archeologici (magari frutto di ricerche collettive), da custodire gelosamente o una banalità ridicola rispetto alla “vera” conoscenza archeologica. Una follia necessaria, secondo i sottoscrittori del manifesto, per non rimanere fermi al palo mentre sia l’Italia sia l’archeologia internazionale fanno importanti passi avanti nel settore open data.

MODA si rivolge a molti soggetti diversi, con un appello preciso a ciascuno:

  • a tutti gli archeologi, affinché si impegnino a creare open data partendo dai propri lavori e a diffondere questa pratica nell’intero settore
  • al MiBACT, affinché non limiti la sua azione open data a un mero adempimento burocratico ma si faccia alfiere di una vera innovazione
  • al mondo della ricerca e della formazione, che ha il compito di formare gli archeologi di domani sia dal punto di vista tecnico, sia da quello etico, sulle modalità con cui la ricerca deve innestare un processo virtuoso di condivisione, aperto alla società intera.

ArcheoFOSS ha da sempre affrontato il tema del “data sharing” nella convinzione che l’accesso libero ai dati in formati aperti sia un elemento inscindibile dall’utilizzo di software open source. Il movimento open data si è sviluppato a livello internazionale a partire dal 2008 circa lungo tre direttrici principali:

  • open government data, raccolti, prodotti e rilasciati da enti pubblici
  • open science/research data, risultanti dalla ricerca scientifica e accademica in genere
  • user-generated content, tramite grandi progetti collaborativi come Wikipedia, Wikimedia Commons e OpenStreetMap

L’archeologia abbraccia questi tre ambiti in modo sostanziale, e il MODA coglie bene l’importanza di un approccio comprensivo alla questione, senza erigere steccati come le scorciatoie rappresentate dai contenuti “liberi per scopo di studio”, che escludono chi ha legittimi interessi verso i dati archeologici per scopi professionali.

I dati archeologici sono di tutti: facciamolo diventare di MODA.

Il progetto ArcheoWiki

Siamo felici di ospitare sul nostro blog Dario Crespi di Wikimedia Italia, a cui abbiamo chiesto di raccontare il progetto Archeowiki, che avvicina gruppi di “pubblico” diversificati al patrimonio archeologico, arricchendo contemporaneamente i contenuti liberi, in una bella dimostrazione delle potenzialità di Wikipedia per la condivisione di saperi anche specialistici.

Archeowiki. Nuovi “archeologi” in Lombardia. Percorsi reali e virtuali. È questo il nome del progetto organizzato da Wikimedia Italia in collaborazione con l’Associazione “MiMondo – Associazione per la promozione delle culture materiali e immateriali del mondo”, il Gruppo Archeologico Ambrosiano (G.A.AM.), le Raccolte Extraeuropee del Castello Sforzesco e la Fondazione Passaré e cofinanziato da Fondazione Cariplo con l’obiettivo di coinvolgere nuovo pubblico nella fruizione del patrimonio archeologico meno conosciuto del territorio lombardo.

Si tratta di un progetto articolato sulla durata di due anni che ha visto il coinvolgimento di alcuni piccoli musei archeologici sparsi sul territorio lombardo e degli studenti delle scuole, ma anche di ragazzi non vedenti dell’Istituto dei Ciechi di Milano.

Gli scopi principali di Archeowiki posso essere così riassunti:

  1. Avvicinare alla cultura e alle realtà museali legate al mondo dell’archeologia nuove fasce di pubblico con particolare riferimento agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori, agli anziani e ai disabili.
  2. Promuovere l’affluenza di nuovo pubblico alle istituzioni culturali pubbliche e private del territorio Lombardo.
  3. Moltiplicare le informazioni relative al patrimonio e il numero di utenti raggiunti mediante la condivisione dei saperi tra gli utenti di Wikipedia.
  4. Pubblicazione su Wikipedia delle risorse archeologiche relative alle collezioni degli enti beneficiari del progetto.
  5. Formare personale volontario in grado di implementare le voci e i materiali di Wikipedia in ambito archeologico.
  6. Sperimentare, dimostrare e comunicare la facilità con cui si possono diffondere e condividere i contenuti culturali attraverso Wikipedia.
    Il progetto si è quindi articolato in due fasi. Durante la prima di queste ad un piccolo gruppo di wikipediani sono state consegnate circa 400 fotografie raffiguranti alcuni reperti archeologici conservati presso i musei aderenti al progetto e altre 400 digitalizzazioni di diapositive archiviate presso la Fondazine Passaré di Milano e raffiguranti incisioni e pitture rupestri africane. Tutte queste immagini sono state caricate sul sito Wikimedia Commons, il database di file multimediali di Wikipedia, e rese dunque accessibili liberamente agli utenti del web. Tutte queste foto sono corredate di una descrizione sintetica e di dati schematici quali data e luogo del ritrovamento, datazione del reperto, numero d’inventario e riferimenti bibliografici relativi al reperto (qui si può vedere un esempio relativo ad una bottiglia della cultura Moche del Perù).

Archeowiki Desenzano 7, di Niccolò Caranti (Opera propria) [CC BY-SA 3.0], attraverso Wikimedia Commons
Archeowiki Desenzano 7, di Niccolò Caranti (Opera propria) [CC BY-SA 3.0], attraverso Wikimedia Commons
Dopo un periodo di formazione per wikipediani e archeologi, la seconda fase del progetto ha visto il coinvolgimento diretto degli studenti delle scuole e dell’Istituto dei Ciechi, oltreché di alcuni gruppi di anziani iscritti ad Auser Onlus. A questi tre diversi gruppi di persone corrispondono tre differenti attività.

Con ogni singola classe sono stati organizzati tre incontri tenuti da almeno un wikipediano e un socio del Gruppo Archeologico Ambrosiano. Il primo incontro a scuola consisteva nella presentazione generale del progetto e in una prima introduzione ad una delle istituzioni culturali aderenti allo stesso. Il secondo incontro si svolgeva invece presso il museo: si trattava di una visita guidata incentrata sulla collezione di cui il museo aveva precedentemente fornito le immagini per Wikimedia Commons; la guida era un socio G.A.AM. Infine, il terzo incontro, che si svolgeva nuovamente a scuola, era interamente incentrato alla contribuzione su Wikipedia: dopo una breve introduzione al funzionamento dell’enciclopedia online tenuta da un wikipediano, gli studenti hanno potuto creare o ampliare voci relative al museo che avevano visitato o ai singoli reperti, piuttosto che alle popolazioni cui sono riferiti i vari reperti.

Il percorso con i ragazzi dell’Istituto dei Ciechi di Milano si è svolto in modo molto simile, con un’importante differenza. Per mezzo della stampa 3D il dipartimento INDACO del Politecnico di Milano ha realizzato delle riproduzioni tridimensionali di alcuni reperti conservati presso le Raccolte Extraeuropee del Castello Sforzesco in modo che i non vedenti potessero toccare, e quindi “vedere”, i fragili reperti altrimenti per loro inaccessibili.

Per quanto riguarda i gruppi di persone anziane, il percorso si è limitato ad un incontro tenuto sempre da un wikipediano e un socio G.A.AM. durante il quale sono stati presentati, tramite la proiezione di immagini, uno dei musei aderenti all’iniziativa e alcuni progetti del mondo Wikimedia per permettere loro di conoscere nuovi strumenti per l’accesso libero alla conoscenza.

Al termine del progetto, nel settembre del 2014 si è tenuto un evento conclusivo presso la Fabbrica del Vapore di Milano: gli studenti erano divisi in tante squadre quante erano le classi aderenti al progetto e si sono cimentati in giochi legati al mondo dell’archeologia e, in particolare, ai musei che avevano avuto modo di visitare nell’ambito del progetto.

Volendo dare letteralmente i numeri, al progetto hanno partecipato 11 soci del Gruppo Archeologico Ambrosiano, 3 wikipediani esperti, circa 15 classi e, con il sostegno della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, i seguenti musei:

  • Raccolte Extraeuropee del Castello Sforzeso (MIlano)
  • Museo civico archeologico Giovanni Rambotti (Desenzano del Garda, BS)
  • Museo civico di Castelleone (CR)
  • Museo civico archeologico di Villa Mirabello (Varese)
  • Museo civico Goffredo Bellini (Asola, MN)
  • Fondazione Passaré (Milano)

Scaricabile il volume degli atti del 1° workshop (Grosseto 2006)

In un momento di pausa estiva abbiamo recuperato alcune pubblicazioni e contenuti delle prime edizioni del workshop, quando ancora non si chiamava ArcheoFOSS.

Da oggi è possibile scaricare liberamente in formato PDF il volume completo degli atti del 1° workshop (Grosseto 2006). Buona lettura e buono studio!

ArcheoFOSS 2015: il programma

È  stato pubblicato il programma generale della conferenza CAA 2015 (Siena, 30 marzo ‒ 3 aprile). La sessione ArcheoFOSS, codice 10A, si svolgerà nella mattinata di giovedì 2 aprile, in due blocchi della durata di due ore ciascuno, rispettivamente dalle 9:00 alle 11:00 e dalle 11.30 alle 13.30. Il programma completo è consultabile sul sito della conferenza.

Pubblichiamo anche la scaletta provvisoria degli interventi in programma.

The general programme of the CAA 2015 conference is now available. The ArcheoFOSS session (labeled 10A) will take place in the morning of April, 2nd, taking two slots of two hours each, from 9:00 to 11:00 and from 11:30 to 13:30. The full programme with all sessions is available  on the conference website.

Below you will find the draft schedule for the session.

Scaletta provvisoria / Draft schedule

  • Bezzi, Bezzi, Furnari, Janvier ArcheOS Theodoric v. 5.0, ten years later.
  • Mandolesi pyArchInit- python for archaeology – Part II
  • Sikora, Sroka, Tyszkiewicz Strati5 – open mobile software for Harris matrix
  • Bernard ArkeoGIS, merging European archaeological sites, artefacts and geographical datas online : state of art and further developments.
  • Pope-Carter, Harris, Sparrow, Gaffney ArchaeoPY: Developing Open Source Software for Archaeological Geophysics
  • Callieri, Dellepiane, Potenziani et al. Open source for CH: experience gained in ten years of service
  • Johnson Building domain-agnostic databases using design patterns
  • Strupler Archaeological science as community enterprise
  • Gattiglia, Anichini #epicfail? Has Open Source in archaeology failed?
  • Marras, Boi, Santagati Open access and best practices in public archaeology [authors have expressed difficulties in participating]

ArcheoFOSS 2015 al CAA Siena

ArcheoFOSS festeggia il decimo incontro con un ritorno alle origini.

Nel 2006 fu l’Università di Siena a organizzare il primo workshop nella sede di Grosseto, e nel 2015 torniamo a Siena per unirci ad una moltitudine di colleghi nella conferenza internazionale CAA – Computer Applications in Archaeology, dal 30 marzo al 3 aprile 2015.

ArcheoFOSS sarà presente come sessione tematica all’interno della conferenza, curata dai membri del nostro comitato scientifico, ma allargata alle partecipazioni internazionali. Il totale delle relazioni accettate per la sessione è dieci. Il programma dettagliato della sessione verrà pubblicato a breve. Ne approfittiamo anche per segnalare la sessione 10B Electronic resources for archaeology: from databases to digital open data, che affronta tematiche molto familiari a chi fa parte della comunità ArcheoFOSS.

Per tutte le informazioni pratiche vi rimandiamo al sito web della conferenza CAA. Vi ricordiamo in particolare che è già scaduto il termine per le iscrizioni early bird e che c’è tempo fino al 21 marzo per pagare la normale quota di iscrizione. Questa è la prima volta che è necessario pagare una quota di iscrizione per partecipare ad ArcheoFOSS, ma abbiamo ritenuto questo problema inferiore al vantaggio derivante dalla possibilità di accedere per una intera settimana a un ambiente molto stimolante e ricco di contatti.

Non esiste un chapter italiano del CAA, ma siamo convinti che ArcheoFOSS svolga dal suo inizio anche questo ruolo: sarebbe stato incomprensibile non essere a Siena.

L’hashtag di riferimento per le conversazioni social è #caasiena. Keep the revolution going!

ArcheoFOSS alla radio

L’edizione 2014 di ArcheoFOSS, che si è svolta a Verona nel mese di giugno, è stata la prima ad essere trasmessa alla radio.

Let’s dig again è una web radio curata da studenti di archeologia dell’Università di Siena, che trasmette dal 2013 tramite la piattaforma Spreaker, alternando discorsi radiofonici su temi archeologici raccontati in modo comprensibile a buona musica rock. Andrea Bellotti e Alessandro Mauro hanno trasmesso due puntate dalle aule dell’Università di Verona, che potete riascoltare in podcast:

  • la prima puntata è dedicata alla storia di ArcheoFOSS, gli ospiti sono Denis Francisci e Alessandro Bezzi (il mio brano preferito è quello dei Beastie Boys);
  • la seconda puntata affronta invece il tema della comunicazione social “in 140 caratteri” e ospita Marina Lo Blundo, Anna Maria Marras e Alessio Innocenti (sono tornato giovane con i Greenday)

Se non siete mai venuti ad uno dei nostri workshop, potrebbe essere un buon modo per farvi un’idea dell’atmosfera che c’è e di quello che raccontiamo.